Valentina Lisitsa: Un Angelo al pianoforte
Li ho ascoltati volentieri, dentro di me dissi: “ brava! Ma…” come dire, uno dei tanti pianisti che eseguono gli studi di Chopin. Può sembrare un giudizio severo, ma per chi ha fatto il Conservatorio, e di musicisti ne ha sentiti molti, spesso non ti accorgi di cosa ti sta passando davanti. Quindi, per quanto abbia ammirato il video di Valentina, nella mia testa risuonavano gli studi di Chopin eseguiti da Maurizio Pollini. Però le cose belle, si mettono sempre da parte, quindi le masterizzai nel Cd e le misi nel cassetto.
Piano piano, vidi sempre più video di Valentina su Google Video e You Tube, con un notevole seguito di apprezzamenti, anche se in alcuni casi i complimenti erano per ottime esecuzioni orecchiabili. In altri casi, dove Valentina affrontava grandi esecuzioni di difficile ascolto per un neofita, le critiche della massa erano ( e sono), ingiuste.
Allora incomincio a chiedermi: chi è Valentina Lisitsa? Il problema è che non ci sono informazioni sul suo conto, ( almeno prima), sulla sua vita musicale, sulla sua carriera pianistica.
Incominciando a cercare informazioni su Valentina e ascoltando sue incisioni, incominciai a ricredermi su di lei, rendendomi conto che non avevo davanti “il solito interprete, la solita pianista”, ma forse avevo davanti una vera e grande giovane pianista.
Valentina Lisitsa: Studi Sinfonici Op13 di Robert Schumann
Chi è Valentina Lisitsa
Un angelo con il pallino degli scacchi
Nasce in Ucraina e alla tenera età di 3 anni incomincia a suonare il pianoforte ed a 4 anni esegue il suo primo recital. Tuttavia, a differenza della maggior parte dei bambini prodigi, Valentina non ha in mente di fare la concertista. Aveva un'altra sogno: diventare una giocatrice professionista di scacchi!
Valentina, si dice, che abbia un grande dono: un’ottima memoria fotografica, e una notevole capacita di lettura musicale. Questi doni, gli hanno permesso di vincere numerosi concorsi presso il conservatorio di Kiev. Sempre al conservatorio incontra Alessio Kuznetsoff, suo futuro partner ( nella vita e nella musica), il quale riesce a convincerla a provare la carriera musicale.
La giovane coppia decide di partecipare al “Murray Dranoff Two Piano Competition”, forse il concorso per due pianoforti più importante al mondo. In un anno di intenso lavoro, hanno ottenuto un risultato che normalmente richiederebbe forse, decenni di lavoro. Nel 1991 vincono il concorso e oltre al grande prestigio, colgono l’occasione per spostarsi verso gli Stati Uniti, ed iniziare la loro carriera musicale.
Valentina Lisitsa plays Liszt's Rhapsody n°12
Valentina Lisitsa, forse non è ancora cosciente del dono che ha e forse “questa è la sua fortuna”. Chi la sente suonare la immagina come un “angelo che gioca col pianoforte”, ignara del suo dono, perché per lei è naturale, per lei è così, non è, e non la intende come una competizione; per lei la musica è un qualcosa che ha dentro, le gare ed i concorsi non hanno senso. Come si fa a non dargli ragione, in un mondo dove “l’avere e l’apparire è tutto” se lei è “l’ingenua”, sicuramente noi siamo degli stupidi, o per dirla alla Nietzsche “umani troppo umani”…Inizia la sua carriera solista, collabora con le sale da concerto più prestigiose, da New York al Carnegie Hall e Avery Fisher Hall, al Musikverein di Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam.
Valentina Lisitsa: Studi Sinfonici (parte 2)
Il pianismo di Valentina Lisitsa unisce due grandi doti: una magistrale padronanza tecnica, un profondissimo senso musicale e un’interpretazione conseguente ad un’approfondita analisi.
Un famoso critico ha scritto “la performance di Valentina Lisitsa mi ha provocato una sincera emozione; è una grandissima artista!”.
Valentina Lisitsa è personaggio schivo, riservatissimo, il suo modo di suonare è eclettico ed elettrizzante...
Valentina Lisitsa: Studi Sinfonici ( parte 3)
Nel presentare Valentina ho scelto gli studi sinfonici di Schumann per due motivi: il primo riguarda l’enorme difficoltà di esecuzione, la bellezza e l’originalità di quest’opera. In secondo luogo, ho preferito questa esecuzione in quanto lontana dai soliti formalismi alle quali siamo abituati.
Infatti notate che l’esecuzione degli Studi sembra più una “versione casereccia”, lontana da quei formalismi teatrali, come dire: lei è così, non si prepara per stupire, lei è ciò che suona.
Lo stesso vale per l’esecuzione della Rapsodia Ungherese di Liszt; è un’esecuzione intima dove c’è un tecnico del suono che sistema il palco e lei nel frattempo suona, del resto ognuno di noi ha il suo modo di passare il tempo, Valentina esegue una delle Rapsodie più virtuose che ci siano.
Complimenti Valentina, sei veramente una grande pianista
Valentina Lisitsa plays Rachmaninoff Etude Op. 39 No. 6





6 commenti:
A me sembra brava anche se ti capisco quando dici...ma...
Sono stata per due anni con un ragazzo nato con la chitarra in mano, studiava classica, ma spaziava dal metal al blues al jazz al..non ricordo. Frequentava molti altri musicisti e in quegli anni il mio orecchio si è parecchio affiato anche perchè uno dei loro passatempi preferiti era riunirsi e improvvisare per ore (venivano fuori pezzi irripetibili). Il mio "ma" adesso esce ogni volta che sento qualcuno che suona da autodidatta (e quindi anche con me stessa).
Avere un’educazione classica e una mentalità aperta (360°), credo che sia un qualcosa di sublime; non è così scontato come ci si aspetterebbe! Ad esempio, nella mia esperienza mi è capitato spesso di vedere persone che hanno un’educazione classica, e sono chiusi nel loro piccolo mondo. Ascoltare Bach non ci deve impedire di ascoltare la musica moderna ( Rock, Blues Jazz ed altro), e viceversa.
Quando ascoltai gli studi di Chopin eseguiti da Valentina Lisizsa, caddi nel classico degli errori: oramai tutti eseguono (più o meno), questi studi, arrivano a fare i concorsi, fanno a gara a chi esegue più velocemente, oppure a chi ha il tocco più leggero, ecc ecc “bambini prodigio un po’ infantili”?!
Riascoltando Valentina, notai l’assenza di queste cose e la sincerità del suo modo di suonare, e quand’anche ci fossero degli errori, l’esecuzione rimane sempre sublime e vera; anzi l’errore dà più forza al tutto, la rende più vicino a noi, più umana. Infatti l’esecuzione degli studi di Scumann è un’esecuzione per un amico, informale.
Educare l’orecchio alla musica è molto importante, molto spesso il neofita crede che “andare veloce” sia sinonimo di saper suonare: questo è l’errore che riscontro, ahimè troppo spesso nei giovanissimi. Suonare veloce, come fanno molti chitarristi rock è solo apparenza, “un’apparenza circense”, ma se non c’è armonia, se non c’è la “coscienza del suono”, le sovrapposizioni possibili, le concatenazioni che possono nascere all’interno della tonalità, dove una “nota può essere il centro di tutte le tonalità” ecc ecc Infatti, invito queste persone ad ascoltare il concerto per pianoforte e orchestra di Ravel, in particolare l’adagio, è un esempio geniale di armonia, ma forse basterebbe un adagio di Mozart…
Continua…
Uff, non riesco a sentirla dall'internet point. Mi riprometto di tornare :)
caro Severino, mi dispiace dirtelo, ma ho trovato una nuova pianista per il gruppo......che MOSTRO!!!!madre de dios....
Perchè non provi anche tu a fare un video? Naturalmente con il mio supporto da Regista!!
sentivo la tua mancanza, caro Roberto e la tua semplicità nell'esprimere la tua preparazione.
Grazie. Un saluto volante.
vanna :-)
beh ma qui non si torna?
:)
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