Birmania Libera: Free Burma
Secondo la ricostruzione di alcuni testimoni, un gruppo di studenti stava marciando ieri dal ponte Pansodan verso il liceo del quartiere periferico di Tamwe, mentre un altro gruppo si trovava nella scuola dove studiavano anche bambini delle elementari. I soldati e le guardie del governo hanno cominciato a sparare anche ad altezza d'uomo, per impedire ai ragazzi di raggiungere la scuola.
Un testimone ha, inoltre raccontato che le forze di sicurezza hanno lanciato un camion contro gli studenti, 300 dei quali sarebbero stati arrestati sotto la minaccia delle armi. 28/09/07
"La situazione a Rangoon, è molto più grave di quanto venga riportato dai media internazionali, ha riferito un testimone di nazionalità europea all'Ansa. Tra i manifestanti, le vittime sono di gran lunga più numerose di quanto vorrebbe far credere la giunta militare al potere".
Secondo l'uomo, che per paura di ritorsioni ha chiesto di restare anonimo, le famiglie birmane che hanno subito perdite, vengono minacciate dai militari affinchè dichiarino che i loro congiunti sono morti per cause naturali e non durante le manifestazioni.
Il testimone ha, inoltre, riferito che in città è alta la tensione: le persone si barricano in casa già dalle sei del pomeriggio, nonostante il coprifuoco ufficiale inizi dalle ventuno per terminare alle cinque del mattino, e agli stranieri è stato detto di uscire di casa il meno possibile
"Le comunicazioni sono pressochè impossibili, l'accesso ad Internet è stato bloccato e anche le linee telefoniche presentano notevoli difficolta' di trasmissione - ha concluso la testimonianza-gli ingressi degli ospedali sono assediati dalle forze armate, che bloccano l'ingresso ai feriti, impedendo loro di ricevere le cure necessarie".
I manifestanti birmani anti-giunta sono pronti a tornare oggi in piazza a Rangoon e a far sentire la propria voce anche durante la visita dell'inviato speciale dell'Onu Ibrahim Gambari atteso nel Paese in giornata.
"Siamo pronti a scendere in piazza di nuovo. Ricominceremo ancora e ancora. E abbiamo buone speranze che le cose s'intensificheranno nelle prossime ore".
Il programma della visita di Gambari non è stato reso noto. Nelle sue missioni passate in Birmania l'inviato Onu aveva incontrato più volte il capo della giunta, il generale Than Shwe, e una volta anche la leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Gli Stati Uniti premono affinche' Gambari possa incontrarla anche in questa occasione.
Il diplomatico di origine nigeriana ha oggi il delicato compito di tentare di persuadere il regime militare a risolvere pacificamente la crisi in corso.
L'accesso al web e' stato nuovamente bloccato dopo appena due ore dalla riapertura dei collegamenti. Il regime militare vuole impedire la diffusione all'estero di fotografie, filmati e testimonianze sulla sanguinosa repressione del movimento pro-democrazia. Dall'interno del Paese, bloggers e internauti sono di nuovo in grado di accedere a pagine internet locali e a inviare email all'esterno del Paese.
L'amministrazione americana ha vietato la concessione di visti di ingresso per gli Stati Uniti a circa 40 dirigenti della giunta militare al potere in Birmania: "In risposta alla repressione da parte del regime birmano - ha dichiarato ieri il portavoce Tom Casey - il Dipartimento di Stato ha inserito circa 40 alti responsabili del governo e dell'esercito, insieme con le loro famiglie, nella lista delle persone che non possono ottenere visti di ingresso negli Stati Uniti".


















