29 settembre 2007

Birmania Libera: Free Burma

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Per la prima volta dopo quasi un mese e mezzo di cortei e marce di protesta quotidiani nel Myanmar, stroncati ieri dal brutale intervento delle forze di sicurezza che ha provocato diversi morti, le strade della vecchia capitale birmana Yangon, gia' Rangoon, oggi apparivano per lo piu' deserte. In giro, secondo i rari testimoni oculari, si potevano vedere soltanto soldati armati fino ai denti e poliziotti in assetto anti-sommossa, impegnati in pattugliamenti capillari; le poche persone in abiti civili erano in realta' agenti in borghese. 28/09/07




"Le forze di sicurezza birmane hanno aperto il fuoco contro una scuola e picchiato e arrestato circa 300 studenti, durante la brutale repressione di ieri a Rangoon", a riferirlo la radio Voce Democratica della Birmania, che trasmette da Oslo.
Secondo la ricostruzione di alcuni testimoni, un gruppo di studenti stava marciando ieri dal ponte Pansodan verso il liceo del quartiere periferico di Tamwe, mentre un altro gruppo si trovava nella scuola dove studiavano anche bambini delle elementari. I soldati e le guardie del governo hanno cominciato a sparare anche ad altezza d'uomo, per impedire ai ragazzi di raggiungere la scuola.
Un testimone ha, inoltre raccontato che le forze di sicurezza hanno lanciato un camion contro gli studenti, 300 dei quali sarebbero stati arrestati sotto la minaccia delle armi. 28/09/07






Birmania: situzione gravissima sottostimate le vittime della repressione



"La situazione a Rangoon, è molto più grave di quanto venga riportato dai media internazionali, ha riferito un testimone di nazionalità europea all'Ansa. Tra i manifestanti, le vittime sono di gran lunga più numerose di quanto vorrebbe far credere la giunta militare al potere".
Secondo l'uomo, che per paura di ritorsioni ha chiesto di restare anonimo, le famiglie birmane che hanno subito perdite, vengono minacciate dai militari affinchè dichiarino che i loro congiunti sono morti per cause naturali e non durante le manifestazioni.
Il testimone ha, inoltre, riferito che in città è alta la tensione: le persone si barricano in casa già dalle sei del pomeriggio, nonostante il coprifuoco ufficiale inizi dalle ventuno per terminare alle cinque del mattino, e agli stranieri è stato detto di uscire di casa il meno possibile
"Le comunicazioni sono pressochè impossibili, l'accesso ad Internet è stato bloccato e anche le linee telefoniche presentano notevoli difficolta' di trasmissione - ha concluso la testimonianza-gli ingressi degli ospedali sono assediati dalle forze armate, che bloccano l'ingresso ai feriti, impedendo loro di ricevere le cure necessarie".







I manifestanti birmani anti-giunta sono pronti a tornare oggi in piazza a Rangoon e a far sentire la propria voce anche durante la visita dell'inviato speciale dell'Onu Ibrahim Gambari atteso nel Paese in giornata.
"Siamo pronti a scendere in piazza di nuovo. Ricominceremo ancora e ancora. E abbiamo buone speranze che le cose s'intensificheranno nelle prossime ore".
Il programma della visita di Gambari non è stato reso noto. Nelle sue missioni passate in Birmania l'inviato Onu aveva incontrato più volte il capo della giunta, il generale Than Shwe, e una volta anche la leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Gli Stati Uniti premono affinche' Gambari possa incontrarla anche in questa occasione.
Il diplomatico di origine nigeriana ha oggi il delicato compito di tentare di persuadere il regime militare a risolvere pacificamente la crisi in corso.
L'accesso al web e' stato nuovamente bloccato dopo appena due ore dalla riapertura dei collegamenti. Il regime militare vuole impedire la diffusione all'estero di fotografie, filmati e testimonianze sulla sanguinosa repressione del movimento pro-democrazia. Dall'interno del Paese, bloggers e internauti sono di nuovo in grado di accedere a pagine internet locali e a inviare email all'esterno del Paese.
L'amministrazione americana ha vietato la concessione di visti di ingresso per gli Stati Uniti a circa 40 dirigenti della giunta militare al potere in Birmania: "In risposta alla repressione da parte del regime birmano - ha dichiarato ieri il portavoce Tom Casey - il Dipartimento di Stato ha inserito circa 40 alti responsabili del governo e dell'esercito, insieme con le loro famiglie, nella lista delle persone che non possono ottenere visti di ingresso negli Stati Uniti".
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28 settembre 2007

Italiani: "Io so' io e voi nun siete un cazzo"

Non sarà un V.Day a far cambiare idea agli italiani, chissà quante generazioni dovranno passare, quante "caste", latifondisti, pseudo-imprenditori, quanti "giornalisti fido-Fede" e mo' so cazzi nostri...



« Posso solo suggerire che chi vuole combattere la falsa coscienza e destare la gente ai suoi veri interessi ha molto da fare, perché il sonno è molto profondo. Ed io non intendo fornire una ninna-nanna, ma semplicemente entrare furtivamente e osservare il modo in cui la gente russa. »
Erving Goffman

20 settembre 2007

Mauro Mazza direttore TG2, si sforza...

Dedicato a Mauro Mazza direttore TG2: "Il parlare con facilità è causa di guai per l’uomo troppo ciarliero, poiché il parlare significa pronunciare un grande numero di parole ed è facile lasciarsele sfuggire di bocca, e difficile rimangiarsele".






La conseguenza è ovvia:
Risposte naturali. Non si possono fare domande a servitori senza averne in cambio risposte altrettanto servili


17 settembre 2007

Adler: Il complesso di inferiorità e lo sforzo di valere



Nel bambino secondo Adolf Adler (1870-1937) si sviluppa naturalmente un senso di inferiorità da cui hanno origine i suoi sforzi per porsi un fine che gli garantisca la sicurezza e l’adattamento e lo diriga verso l’autoaffermazione. Gli ostacoli e le incomprensioni che incontra nel suo “sforzo di valere” lo portano a trovare compensazione al senso d’inferiorità le quali possono assumere anche la forma di “supercompensazioni” a carattere patologico. Adler sottolinea in questo processo l’importanza dell’educazione e dell’ambiente sociale in cui vive il bambino.

A. Adler Conoscenza dell’uomo.
Possiamo già renderci conto che i bambini trattati dalla natura come da una matrigna sono inclini ad assumere verso la vita e gli uomini un atteggiamento diverso da coloro ai quali sono state elargite fin da principio le gioie dell’esistenza. Si può porre come principio che tutti i bambini affetti da inferiorità organica si trovano facilmente impegnati in una lotta colla vita che li devia verso un soffocamento del loro senso comunitario cosicché assumono con facilità il comportamento di chi si occupa sempre piú di se stesso e dell’impressione che desta nel mondo che degli interessi degli altri. Quello che vale per l’inferiorità organica vale anche per quell’insieme di influssi esteriori che sono percepiti dal bambino come una pressione piú o meno pesante e che suscitano una presa di posizione ostile nei riguardi dell’ambiente. La svolta decisiva è presa assai presto. Già nel secondo anno di età si può costatare che tali bambini stentano a sentire di potersi permettere ciò che è consentito agli altri di essere a loro uguali per nascita e per diritto di unirsi a loro e di fare con loro le stesse cose; invece per quel loro sentimento d’inferiorità scaturito dalle molteplici privazioni inclinano a esprimere piú marcatamente degli altri bambini un sentimento di aspettativa un diritto alla richiesta. Ora si pensi che ogni bambino di fronte alla vita è precisamente affetto d’inferiorità e che non potrebbe assolutamente sussistere senza una forte dose di senso comunitario nei riguardi degli uomini che gli stanno vicino; si tenga presente quanto sia piccolo e indifeso il bambino e quanto a lungo duri questa situazione che gli dà l’impressione di essere a mala pena all’altezza di vivere: e si dovrà ammettere che agli inizi della vita psichica sta un senso d’inferiorità piú o meno profondo. Questa è la forza d’impulso il punto da cui scaturiscono e si sviluppano gli sforzi del bambino per porsi un fine che gli garantisca ogni tranquillità e sicurezza nella vita futura e che gli apra una strada verosimilmente atta a raggiungerlo.In tale singolare presa di posizione del bambino che è anche strettamente connessa alle sue capacità organiche che su di essa influiscono sta la base della sua educabilità. Questa viene soprattutto scossa (tanto generale è il senso d’inferiorità presso il bambino) da due fattori: l’uno è un senso d’inferiorità troppo forte troppo intenso e di troppo lunga durata; l’altro un fine che non solo intenda garantire tranquillità sicurezza equivalenza cogli altri ma anche sviluppare uno sforzo verso il potere volto a raggiungere una posizione di superiorità nell’ambiente. Sono questi indirizzi che rendono in seguito sempre distinguibili i bambini. La loro educabilità è resa piú difficile perché in ogni circostanza si sentono repressi si credono sfavoriti dalla natura e si vedono anche spesso messi in disparte giustamente o ingiustamente. Se si osservano attentamente tutte queste situazioni si può misurare la fatalità colla quale si può verificare uno sviluppo distorto accompagnato da lacune di ogni genere.Precisamente a questo pericolo è esposto ogni bambino perché si trova in situazioni simili. Ogni bambino per ciò stesso che è posto in un ambiente di adulti è indotto a considerarsi piccolo e debole a stimarsi incapace e inferiore. Posto in tale disposizione non è in grado di avere la fiducia necessaria ad assolvere nel modo liscio e ineccepibile che da lui si pretende i compiti che gli vengono assegnati. Già in tale situazione s’introducono per lo piú dei difetti pedagogici. Per ciò stesso che si pretende troppo da un bambino gli si evoca con maggior rilievo nell’anima il sentimento della sua nullità. Altri bambini sono in continuazione fatti attenti sul loro scarso significato sulla loro piccolezza e inferiorità. Altri vengono usati come giocattoli come divertimenti o vengono considerati come un bene da proteggere con ogni cura o si considerano come una pesante zavorra. Spesso si trovano tutti questi atteggiamenti uniti insieme e l’attenzione del bambino viene richiamata ora su di un punto ora sull’altro sul fatto che è un sollazzo o un disturbo per gli anziani. Il profondo senso d’inferiorità che in tal modo viene alimentato nei bambini può aggravarsi ulteriormente per certi atteggiamenti singolari della nostra vita. Per esempio l’abitudine di non prendere sul serio il bambino di significargli che non è nessuno che non ha nessun diritto che deve sempre tenersi riservato davanti agli anziani che deve starsene sempre zitto e via dicendo. Ciò che eventualmente vi può essere di vero può essere presentato ai bambini in una maniera cosí indelicata da rendere comprensibile la loro irritazione. Innumerevoli bambini crescono inoltre in un costante senso di paura di essere derisi in tutto ciò che intraprendono. Il vizio di canzonare i bambini è del tutto incompatibile con il loro sviluppo. La paura in tali uomini di venir canzonati perdura visibilmente fino alla loro piú tarda età e spesso succede che non possono liberarsene neppure da adulti. Molto nociva è anche la tendenza a non prendere sul serio i bambini cosí da dire ad essi delle falsità cosí che finiscono per dubitare della serietà del loro ambiente e anche della vita. Vi furono casi di bambini che all’inizio del loro ingresso nella scuola si sedettero sorridendo sui banchi e poi all’occasione confessarono che avevano ritenuto tutto questo apparato scolastico come uno scherzo dei genitori che a loro volta non l’avevano preso assolutamente sul serio.Compensi al sentimento d’inferiorità. Sforzo di valere e di prevalere. Il sentimento d’inferiorità d’insicurezza d’incapacità è quello che induce a prefissarsi un fine nella vita e aiuta a perfezionarlo. Già nei primi giorni della fanciullezza si manifesta la tendenza ad aprirsi un varco sul proscenio a richiamare su di sé anche a forza l’attenzione dei genitori. Sono i primi sintomi del risveglio dello sforzo di valere proprio dell’uomo che si sviluppa sotto l’azione del sentimento d’inferiorità e che induce il bambino a prefissarsi un fine che gli dia l’impressione di potersi imporre all’ambiente.Il fine dell’autoaffermazione viene determinato in concomitanza al peso che assume il senso comunitario. Non possiamo giudicare nessun bambino nessun adulto se non mettiamo a confronto il senso comunitario posseduto colla quantità dello sforzo fatto per valere e per prevalere sugli altri. Il fine viene fissato in modo tale che la sua realizzazione renda possibile il senso della propria superiorità e consenta uno sviluppo tale della propria personalità da rendere la vita degna di essere vissuta. È questo fine che conferisce perfino alle sensazioni il loro valore che dirige e influisce sulle percezioni dà forma alle rappresentazioni guida la forza creatrice con cui le suscitiamo in noi o con cui perfezioniamo i ricordi o li accantoniamo. E se si considera che neppure le sensazioni sono grandezze assolute perché appunto anch’esse vengono influenzate dalla tensione verso lo scopo che riempie la vita psichica se si tiene ben presente che la successione delle nostre percezioni dipende dalle nostre scelte in base a una precisa nostra intenzione e che anche le rappresentazioni non contengono valori assoluti ma dipendono da questo scopo se riflettiamo che inoltre cerchiamo in ogni evento di realizzare quell’aspetto che ci sembra idoneo ad attuare il nostro scopo allora è comprensibile che anche qui tutto rimanga relativo e la sicurezza e la stabilità dei valori sia solo apparente. Solo in base a una finzione per una specie di effettiva forza creatrice ci ancoriamo a un punto fisso che nella realtà dei fatti non esiste. Tale ipotesi a rigore dovuta a una manchevolezza della vita psichica umana assomiglia ai molti tentativi della scienza e della vita come quello della partizione del globo in meridiani in realtà inesistenti e molto valido solo come ipotesi. In tutti i casi di finzione psichica la situazione è la seguente: supponiamo un punto fisso per ottenere un orientamento nel caos della vita per poterci contare pur dovendoci persuadere a un esame piú preciso che non sussiste. Tutto ciò che inizia da una sensazione viene tramutato in noi in un dominio su cui possiamo contare nel quale possiamo agire. Tale è il vantaggio che l’assunzione di un fine costante consente alla vita psichica umana.La psicologia individuale elabora allora basandosi su questo punto di vista il suo metodo euristico: ossia dapprima considera la vita psichica umana come se si fosse sviluppata nelle sue forme successive in base a potenzialità innate e sotto l’influsso di uno scopo prefissato. In seguito la nostra esperienza e le nostre impressioni ci consolidano nella persuasione che questo metodo euristico rappresenta qualcosa di piú di un sussidio per la ricerca che nei suoi fondamenti e in misura molto piú vasta coincide coi processi reali dello sviluppo psichico in parte vissuti consciamente in parte dedotti dall’inconscio. La tendenza al fine propria della psiche non è pertanto solo una forma della nostra intuizione ma anche un dato di fatto fondamentale [...].Quanto al problema di come favorire e insieme contrapporsi in modo vantaggioso alla tendenza al potere che è il male piú imponente della storia della civiltà umana la difficoltà nasce dal fatto che nell’età in cui questa tendenza si forma la comprensione del bambino è difficile. Solo molto piú tardi è possibile far luce e intervenire per rimediare a uno sviluppo sbagliato. Tuttavia vivendo insieme al bambino si rende possibile anche in questa età impedire che questa tendenza al potere prevalga sul senso comunitario anch’esso presente e in via di sviluppo. Un’ulteriore difficoltà proviene dal fatto che anche i non esprimono la loro tendenza al potere ma la nascondono e avvantaggiandosi del bene che loro si vuole e dei teneri sentimenti che si hanno a loro riguardo cercano di metterla in opera in maniera nascosta. Evitano pudicamente di essere sorpresi su questo punto. Lo sforzo non inibito di potere che cerca di rinforzarsi produce degenerazioni nello sviluppo della vita psichica del bambino cosicché nella tensione esagerata di raggiungere sicurezza e potere il coraggio può diventare insolenza l’obbedienza vigliaccheria mentre riescono a trasformare la tenerezza in astuzia con cui ridurre gli altri alla remissività all’obbedienza alla sottomissione e ad aggiungere a tutti i tratti di carattere della loro natura palese anche un aumento di astuta ingordigia di superiorità.Un’educazione consapevole nei riguardi del bambino si adopera ad aiutarlo a uscire dal suo stato di insicurezza sotto l’azione degli impulsi consci e inconsci a disporsi alla vita con abilità con esperta comprensione e simpatia verso gli altri. Tutte queste misure ad ogni modo da qualunque parte vengano vanno intese inizialmente come tentativi di aprire nuove vie al bambino perché possa liberarsi dal suo sentimento di insicurezza e inferiorità. Quello che ora si svolge in lui si palesa nei suoi tratti di carattere che sono l’espressione di ciò che avviene nell’interno della sua anima.Il grado d’intensità d’azione del senso d’insicurezza e d’inferiorità dipende massimamente dal modo di vedere che è proprio del bambino. È indubbiamente importante il grado oggettivo dell’inferiorità; anch’esso si manifesterà al bambino. Ma non ci si deve aspettare a questo proposito che costui valuti giustamente come farebbe un adulto. Per questo motivo sorgono ora difficoltà molto gravi. La crescita di un bambino può essere talmente complicata che diventa quasi ovvio un suo errore di valutazione sul grado della propria inferiorità e insicurezza. Un altro invece è in grado di valutare meglio la sua situazione. In complesso comunque si deve sempre prendere in considerazione il sentimento che è proprio del bambino il quale ogni giorno presenta un comportamento tentennante finché alla fine viene ad assumere un certo qual consolidamento che si esprime nell’autovalutazione. Come questa si verifica ne deriva un accomodamento la ricerca di un compenso al senso d’inferiorità e in corrispondenza lo stabilimento di un fine.Il meccanismo psichico dello sforzo verso la compensazione in base al quale di regola l’organo psichico reagisce al senso d’inferiorità con uno sforzo per compensare questo penoso sentimento ha un’analogia nella vita organica. È un dato di fatto dimostrato che organi vitali importanti quando presentano una debolezza finché sono ancora vivi incominciano a rispondere con un aumento straordinario delle loro prestazioni energetiche. Cosí quando la circolazione del sangue è minacciata il cuore lavorerà con un aumento di forza che prende da tutto l’organismo si ingrosserà assumendo un volume maggiore di un cuore che lavora normalmente. In modo simile l’organo psichico sotto il peso della pochezza della debolezza del senso d’inferiorità tenterà con sforzi vigorosi di dominare questo sentimento e di eliminarlo.Ora se il senso d’inferiorità è particolarmente grave vi è pericolo che il bambino nella sua ansia di non poter fronteggiare la sua vita futura non si accontenti della semplice compensazione e punti piú lontano (ipercompenso). Lo sforzo di potere e di superiorità si esalta e diventa morboso. A questi bambini le ordinarie circostanze della vita non bastano. In corrispondenza al loro scopo fissato in alto prendono la rincorsa per movimenti grandiosi e teatrali. Con furia singolare con impulsi che superano di molto in vigore la misura ordinaria senza riguardo al loro ambiente cercano di assicurarsi una posizione personale. In tal modo danno nell’occhio diventano invadenti e disturbatori della vita altrui e si sentono quindi naturalmente obbligati ad atteggiamenti di difesa [...].Linea di condotta e immagine del mondo. Quando si intraprendono queste ricerche è raccomandabile raffigurare la connessione tra i fatti quasi tracciando una linea che partendo da un’impressione d’infanzia arriva fino all’azione presente in esame. In tal modo si riuscirà in molti casi a tracciare la linea spirituale secondo la quale un uomo si è mosso fino a quel momento. È la linea di movimento su cui si muove come su di una falsariga la vita dell’uomo fin dalla sua infanzia. Qualcuno avrà forse l’impressione che si tratti qui di un tentativo di bagatellizzare il destino umano quasi che fossimo inclini a negare il libero arbitrio la costruzione del proprio destino. Quest’ultimo punto è vero. Effettivamente quello che realmente agisce è sempre la linea di movimento di un uomo il cui sviluppo può ben essere soggetto a delle modificazioni ma il cui contenuto principale la cui energia il cui senso persiste fisso e immutabile fin dall’infanzia non senza connessione coll’ambiente che è proprio del bambino e che verrà dissolto in seguito dal piú grande ambiente della società umana. A questo riguardo si deve pertanto tentare di seguire all’indietro la storia di un uomo fino alla sua prima infanzia perché già le impressioni ricevute al tempo dell’allattamento orientano il bambino in una direzione determinata e lo conducono a rispondere in un certo modo ai problemi della vita. In tale risposta vengono utilizzate tutte le possibilità di sviluppo che il bambino porta con sé nella vita e le impressioni ricevute nel periodo dell’allattamento influiranno sia pure in forma rudimentale sul suo modo di considerare la vita sulla sua immagine del mondo.Non sorprende quindi che gli uomini dal tempo dell’allattamento in poi non cambino gran che nel loro atteggiamento di fronte alla vita sebbene le espressioni esterne siano molto diverse da quelle della loro prima età. Per conseguenza è importante porre il lattante in circostanze tali che gli impediscano di acquisire una falsa concezione della vita. Determinante è a questo proposito anzitutto la forza e la consistenza della sua stabilità organica la sua situazione sociale e la personalità dell’educatore. Anche se all’inizio le risposte avvengono meccanicamente a guisa di riflessi il suo atteggiamento si modifica ben presto orientandosi in maniera tale che non sono piú soltanto i fattori esteriori della sua indigenza a decidere della sua sofferenza e della sua felicità ma egli stesso acquista la capacità di sottrarsi piú tardi colla propria forza alla pressione di tali fattori. Nel loro sforzo di valere questi bambini mirano a svincolarsi dall’influsso dei loro educatori e diventano cosí degli antagonisti. Questo processo avviene nel tempo della cosiddetta scoperta dell’io che è press’a poco il tempo in cui il bambino incomincia a parlare in prima forma personale. In questo momento il bambino è già cosciente di stare in uno stabile rapporto coll’ambiente il quale non è assolutamente neutrale ma costringe il bambino a prendere posizione e a disporsi nei suoi riguardi come il suo benessere visto nel quadro della sua immagine del mondo esige da lui.Se ora teniamo fisso ciò che si è detto a proposito della tendenza al fine nella vita psichica dell’uomo risulta chiaro di per sé che questa linea di movimento deve essere contrassegnata da una unitarietà indistruttibile. È in grazia sua che siamo in grado di concepire un uomo come una personalità unitaria il che è importante particolarmente per quegli uomini le cui espressioni sembrano contraddittorie. Vi sono bambini il cui comportamento a scuola è in diretto contrasto con quello che assumono in famiglia e anche altrove nella vita incontriamo uomini i cui tratti di carattere si presentano in forme all’apparenza cosí contraddittorie che noi c’inganniamo sulla loro essenza. Può anche accadere che le espressioni di due uomini siano del tutto simili ma una piú attenta analisi del caso basata sulla linea di movimento sottostante mette allo scoperto nature direttamente opposte. Se i due fanno la stessa cosa non è la stessa; e se i due non fanno la stessa cosa può essere invece la stessa.I fenomeni della vita psichica vanno considerati nella loro plurivalenza non singolarmente non isolati l’uno dall’altro ma proprio all’opposto nella loro connessione e precisamente come diretti unitariamente verso un loro fine comune. La cosa importante è il significato che un episodio ha per un uomo nel contesto di tutta la sua vita. È innanzitutto la considerazione che ogni sua manifestazione obbedisce a una direzione unitaria ad aprirci la strada alla comprensione della sua vita psichica.Se abbiamo afferrato che il pensiero e l’attività umana soggiace alla tendenza a un fine che è condizionata e diretta finalisticamente comprendiamo anche come sia possibile quell’abbondantissima sorgente d’errore consistente nel fatto che l’uomo riferisce sempre tutti i trionfi e gli altri vantaggi della sua vita appunto alla sua individualità e li valuta nel senso di un consolidamento del suo modello individuale della sua linea di condotta. Questo è possibile solo in quanto egli tutto lascia inverificato tutto riceve e amministra nelle oscurità della sua coscienza e del suo inconscio. È solo la scienza che qui getta luce e ci mette in grado di afferrare l’intero processo di farcene un concetto e infine anche di modificarlo.
Freud - Adler - Jung Psicoanalisi e filosofia a cura di A. Crescini La Scuola Brescia 1983 pagg. 118-132


13 settembre 2007

Filosofia di Vita

Filosofia di Vita: prendere la Vita con Filosofia

Isto: Largo Al Factotum


Isto - What a Wonderful World

09 settembre 2007

Vaffanculo Day Firenze

8 Settembre Vaffanculo Day
Firenze




Sono le 11:20, all’incirca, quando arrivo in piazza
della Repubblica. Sono di fronte alla libreria Edison, scatto la prima
foto










Osservo la piazza prima di mettermi in
fila!




















Decido di mettermi in fila, è
meglio!

ci sono 2 file, una per i comuni limitrofi e
l'altra per i residenti in Firenze.















Ad un certo punto gli organizzatori, creano una
terza fila per le mamme ed i bambini, onde evitare di farli stare troppo sotto
il sole: potremmo suggerire questo gentil gesto al sindaco di
Firenze…








Nello stesso tempo si crea un’altra fila per i
lavoratori e per chi è indaffarato e non può fermarsi più di
tanto…








Gli organizzatori









Dopo aver firmato, mi giro e mi accorgo che si
erano create altre file










Cuccioline solidale, anche Lui vuole firmare









Esco dalla fila, e faccio ( cerco di fare), una
panoramica della gente in piazza, tutti in fila, educati, e solidali.







Altra panoramica della piazza










300.000 firme in tutta Italia

05 settembre 2007

Vaffanculo Day


L'8 settembre sarà la giornata del Vaffanculo Day. Ormai tutti sappiamo per quale motivo, quindi onde evitare inutili aggiunte, ho pensato di fare un riassunto che metta bene in evidenza i punti essenziali.















Questa giornata è importante perché ci deve far riflettere su come l’Italia stia sprofondando nella merda più totale. Ergo! Mettete le vostre laide ideologie da parte, e scendete in piazza per curare quest’Italia malata.
Qualcuno sicuramente cercherà di approfittarne per fare “campagna politica”, altri cercheranno di tirar fuori ataviche ideologie, ( peraltro sempre le stesse noiosissime, destra, centro e sinistra), allora mi raccomando, non fatevi ingannare. Questa situazione che stiamo vivendo non è una contesa o una disputa fra destra e sinistra, anzi è proprio contro di loro che dobbiamo ribellarci, contro l’evidente corruzione che attornia i partiti, contro la mafia che apertamente siede in parlamento, nelle giunte regionali e comunali.
L’8 settembre deve essere la giornata di tutti noi cittadini che siamo stufi dei soprusi dei partiti corrotti, al di là della tua ideologia politica, al di là del tuo credo, sforzati di far prevalere il Buon Senso.







Mi scusi Presidente
Io non mi sento italiano





Ci sono cose che fanno riflettere molto, per esempio potrei citare qualche libro di sociologia e psicologia per spiegare meglio come i mezzi di comunicazione riescono a "rincoglionire" il "popolo-gregge", però credo che sarebbe prolisso e stancante. Allora guardate questo video, dove Pier Paolo Pasolini, ( 1970), ci parla dell'omologazione.




Pier Paolo Pasolini
L'Omologazione





Volete sapere una cosa buffa?! Allora: qualcuno ha avuto il coraggio di lamentarsi poichè il video sul V.Day con i 25 parlamentari condannati in via definitiva, conteneva più esponenti di destra che di sinistra. Ne consegue, ( secondo qualche cerbroleso), che sia una visione ingiusta e "comunista". Allorchè, colui che ha fatto il video ha risposto: " che colpa ho se quelli condannati sono più di destra che di sinistra?, sono apolitico, ho solo messo nel video i 25 parlamentari condannati in via definitiva, i quali non possono sedere in parlamento, se in Italia venisse applicata la legge". Questo a dimostrare come ormai siamo abituati a ragionare secondo "formule manichee e/o pensiero dicotomico".


I 25 parlamentari condannati in via definitiva




Questo video invece, ha creato qualche problema, cioè qualche femminista si è sentita offesa, poichè viene usato l'organo genitale femminile impropriamente. Personalmente non condivido questa visione, anzi trovo il video significativo e simbolico, certo bisogna saper leggere "fra le righe-scritte" per capire le miriade di significati( Es: la musica è molto significativa). Comunque! visto l'uso improprio che ne fanno i media, se per una volta la Vagina viene usata come spot per l'8 settembre, magari nella speranza che questo giorno "partorisca" qualcosa di buono, non vedo dove sia l'offesa. Però, l'Italia è un paese strano, quindi è stato censurato su Google Video. Ci si offende per una V, come allegoria del Vaffanculo Day, e nessuno si sdegna per i 25 parlamentari condannati in via definitiva, per la corruzione politica, per l'ipocrisia religiosa, la pedofilia ecc ecc... Chissà forse è un problema sinaptico di quella singola persona!!!






L'8 settembre può nascere una nuova coscienza




Ora, in conclusione guardate quasta foto



Lo so! fa alquanto schifo, ma al di là di questo, cosa vi viene in mente?! no! no! a parte un bel Vaffanculo, a parte questo, non vi viene in mente nulla?

Sono COMPLEMENTARI, cioè si completano a vicenda, detto in sintesi, la politica ed i politici, come sono strutturati oggi nel nostro paese, sono come dei pagliacci che fingono di lottare per qualcosa, fingono. Ogni tanto ci danno un cioccolatino, per farci star buoni. Avete in mente quei film di processi e cose simili?! ecco i nostri politici sono come gli avvocati, i quali si scannano in tribunale e poi ( al di là della sentenza), vanno a bersi il caffè insieme, amici più di prima.




03 settembre 2007

Diritto e Giustizia in Italia

Diritto e Giustizia in Italia
Di Massimo Fini

È la solita storia. Da noi appena c'è un'indagine su un politico, immediatamente si apre un'inchiesta sul magistrato che l'ha iniziata. È il nuovo Codice di procedura penale italiano. Che non esiste in nessun altro Paese del mondo, civile o incivile, perché in questo modo è impossibile amministrare la giustizia. È una storia che parte nel 1994 dopo che la magistratura osò, per la prima volta, richiamare anche la classe dirigente a quel rispetto della legge cui tutti siamo tenuti. Questa volta, poiché ci sono di mezzo dei pezzi grossi dei Ds, contro il Gip Forleo si sono mossi il Guardasigilli, il Pg della Cassazione, il Capo dello Stato, i presidenti delle Camere, il presidente del Consiglio e, bipartisan, buona parte della classe politica, la sinistra (con l'eccezione di Di Pietro e Furio Colombo) che deve difendere i suoi, la destra (con l'eccezione di An e Udc) che non può rinnegare un decennio di devastante campagna di delegittimazione della Magistratura in difesa, soprattutto, di Berlusconi.Dalle confusissime motivazioni con cui Mastella ha richiesto, a fini disciplinari, le due ordinanze con cui la Forleo chiede al Parlamento l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni di D'Alema, Latorre, Fassino, in quanto nei loro confronti sono ipotizzabili dei reati, l'unica cosa che si capisce è che il Guardasigilli accusa il Gip di aver esorbitato dalle sue funzioni perché ha avanzato richieste che i Pm non avevano fatto. Ma chi ha messo nel cervellino di Mastella una sciocchezza del genere? Anche se in genere avviene il contrario, infinite volte è successo che il giudice riformi «in pejus» le richieste della Pubblica accusa. E, nel caso specifico, il Gip è un giudice delle indagini preliminari ed è in suo potere elevare imputazioni a soggetti che i Pm hanno trascurato.
Ancor più grave, se possibile, l'intervento del Capo dello Stato. Nella forma e nella sostanza. Non è suo compito, nemmeno come presidente del Csm, sindacare singoli atti di singoli magistrati. Napolitano, pur non nominandolo, ha richiamato la Forleo «a non inserire in atti processuali valutazioni e riferimenti non pertinenti». Ma se il Gip chiede l'autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni è ovvio che debba motivarla ed entrare nel merito. Non si tratta di nessuna «sentenza» anticipata ma solo di un passaggio del processo che sarà poi verificato da altri giudici.
Poi c'è stata la difesa bipartisan di casta e l'aggressione politica alla Forleo e alla Magistratura. Prodi ha manifestato «solidarietà e sostegno» a D'Alema e Fassino. Il Presidente del Consiglio non può manifestare «solidarietà e sostegno» a degli indagati (perché non lo fà allora, in nome della presunzione di innocenza cui si è appellato, per Corona?). Si sono sentite cose inaudite. Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, preannunciando il voto favorevole del suo partito a ripristinare «in toto» l'immunità parlamentare, ha affermato: «Bisogna distinguere sempre fra l'uso politico della giustizia e le indagini di magistrati indipendenti e scrupolosi». E chi è che decide se un magistrato è indipendente? Sandro Bondi? E se ogni volta che viene indagato un politico si accusa il magistrato di «uso politico della giustizia», com'è sempre avvenuto in questi anni, poiché da questo processo alle intenzioni è impossibile difendersi tanto varrebbe dire che gli uomini politici non sono indagabili. Lo stesso vale per l'altro specioso argomento per cui quando un magistrato indaga un politico o un vip è «per farsi pubblicità». Fabrizio Cicchitto, Fi, ha definito i magistrati «mostri incontrollabili» creati dalla sinistra, perché a suo tempo ebbero il torto di indagare il corrottissimo partito cui allora apparteneva, il Psi.
Stiamo retrocedendo a Paese feudale. I nobili non lavoravano, non pagavano le tasse e avevano un diritto diverso da quello del Terzo Stato. Costoro non lavorano, non pagano le tasse su una parte enorme (100 mila euro l'anno) dei loro emolumenti, sono colmi di privilegi e, dopo lo choc del 1992-94, si sono precostituiti, di fatto, l'immunità penale come nemmeno durante la Prima Repubblica si era osato fare. Per molto meno si sono fatte rivoluzioni.

Uscito su "Il gazzettino" il 27/07/2007
Di Massimo Fini