Lasciò morire di fame il gatto: condannato a tre mesi
Lasciò morire di fame il gatto: condannato a tre mesi
Tratto da Repubblica.it
A nulla erano valsi i solleciti dei vicini che avevano rintracciato il proprietarioUn uomo che ha lasciato morire di fame e di sete il suo gatto, abbandonandolo in casa nell'agosto 2005, a Roma, per andare in vacanza, è stato condannato dal tribunale a 3 mesi di carcere. A nulla erano valsi i solleciti dei vicini che avevano sentito i miagolii del gatto ed avevano rintracciato il proprietario. L'uomo aveva sempre risposto che lui "era in vacanza e non poteva tornare a Roma ad occuparsi del gatto". Quando le forze dell'ordine entrarono nell'appartamento, trovarono il gatto agonizzante, in una mansarda arroventata, dimagrito e disidradato. A nulla valsero le cure del veterinario. Il gatto morì quella stessa notte. Il giudice Ramazzi, come ha reso noto la Lega antivivisezione (Lav), ha condannato l'uomo anche a risarcire i danni in favore dell'associazione, che si era costituita parte civile, assistita dall'avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.
Finalmente! mi sembra il minimo...





2 commenti:
Argomento molto interessante. Cinquant'anni fa questa sentenza sarebbe stata un buon soggetto per una barzelletta. Credo che la morale condivisa si stia evolvendo nella direzione giusta: la vita di qualunque essere senziente (con tutta la zona grigia che questa parola comporta) deve essere tutelata. Ho però il sospetto che stiamo cominciando a vedere la punta di un iceberg e che presto o tardi faremo i conti con ben altro, che potrebbe non piacerci. Perché far morire di inedia un gatto è reato mentre sparare in testa a un vitello in un mattatoio no? In generale, i non umani possono essere soggetto di diritti? E che dire delle macchine, se e quando saranno considerate genuinamente intelligenti?
Hai ragione, soprattutto per quanto riguarda gli animali: ci sono contraddizioni con le quali dovremo, prima o poi, fare i conti. L’argomento è tosto!
Com'è possibile nel 2008 torturare ancora gli animali per il soddisfacimento dei nostri bisogni?!
L’esempio delle galline tenute in gabbia con la luce sempre accesa, e tanti altri…
Il problema è che in Italia, manca il diritto dell'uomo, figuriamoci quello degli animali.
Per quanto riguarda le macchine, in questo campo sono meno competente però ho letto qualcosa a riguardo, alcuni obbiettano ( John Searle anche se non trovo più l’articolo), per non parlare dei film che oramai hanno anticipato questi concetti da 30 anni.
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